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Pietre

Quelle pietre che raccogliemmo in spiaggia

-forme e colori decisi dal tempo-

le ho messe nei tanti angoli di casa.
Hanno visto e sentito per millenni

anche i nostri discorsi in quell’estate.

Tutte sono uno scrigno di memoria.
Quando sono solo, ognuna mi dice

qualcosa di te, di me, di noi che 

percorrendo quelle rene, nuotando

in quel Tirreno pieno di sorprese 

restiamo ancora lì, pieni di sole

con il dolce dei fichi nella bocca

pieni di sogni ancora da sognare

col ruvido del sale sulla pelle

che a volte sembra zucchero candito

ma in altre ha il sapore dell’amaro. 

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Amore è l’ultima parola

batte il cuore batte forte
dentro il petto degli umani
batte ma non apre porte
dove servono le mani.

ce ne son di tanti tipi
quelli che son messi a nudo
quelli dai sani principi
da mangiare ad olio crudo.

batte il cuore, a volte batte
più veloce di altre volte
sono le stagioni matte
quelle piene di rivolte

poi rallenta a un certo punto
per il tempo consumato
scivolando su quell’unto
che dissemina il passato

ci si muove circospetti
lo si ascolta con timore
perché sai che in altri petti
s’è fermato in poche ore.

c’è chi se l’è congelato
per proteggersi da tutto
e chi invece l’ha fermato
in un personale lutto

scorre il sangue dentro il cuore
si fa strada nell’arteria
rilasciando il suo tepore
in quell’algida materia
che ci rende tutti corpi.

e benché tutti un po’ storpi
tutti con un qualche errore
tutti senza gli anticorpi
che inibiscano il dolore
non si spera che una cosa
che anche il nostro rosso cuore
trovi le parole a iosa
per far rima con amore.

anche a noi capita morire.

anche a noi capita morire.

all’improvviso.

cioè senza un avviso

che ci avverta del tempo che resta

per ripensare a quello che di noi è restato

per ripercorrere il nulla

degli anni che incrociammo

lasciando di noi tracce.

e della vita che avvelena.

Alla fine è sempre lo stesso ritornello

Alla fine è sempre lo stesso ritornello
quello che ti si sei ripetuto da sempre.
Quelle parole che ti ronzavano dentro
senza un significato chiaro.
E che ripetevi. Si ripetevano in te
fino a gonfiarsi in vorticosi cori.
Fino a che tutte quelle parole
che qualcuno ripeteva in te
hanno spianato tutto.
Hanno raso al suolo ogni altra cosa,
ogni altro suono
che non fosse quel sibilo dell’io, me, io, io
Fino a cadere svenuti da una paura grossa.
Quella paura che conosci bene
come conosci bene il ritornello.
Quella paura, quelle parole di paura,
taglienti come specchi,
quelle parole che vedevi scritte
in ogni scritta, in ogni riga, sillaba o vocale.
Quelle parole t’hanno portato
dove vanno tutti quanti, tutti gli altri
in quel posto deserto, isolato
quel buco nero che abbiamo dentro
tutti quanti dentro così che il ritornello
è una girandola che brucia tutto
gli aggettivi, i futuri, i nomi da venire
quel ritornello ti soffia via lontano
dove nessuno può sentirti, dove
nessuno verrà mai a trovarti, dove
nessuno sarà mai così vicino
da potergli lanciare uno sputo
che gli certifichi un’esistenza altra.
Dove vivrai così, fino alla fine.


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