La caduta di Fortuna

È così umiliante non valere niente
cioè non proprio niente, ma così poco
che finisci a trovarti
tra altri più grandi di te.

E resti solo un resto, tra gli scarti
la cicca tra i binari di stazione
o delle bambole gli smembrati arti.

E senti con fastidio quelle mani
che non sanno altra forma di attenzione
che consumare in fretta il tuo domani
gettandoti ormai spenta da un balcone.

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