Rimbalzi

Agosto, mare liscio liscio, un lago.

Padre e Figlio camminano sul bagnasciuga. Cercano conchiglie, rametti lisci e bianchi. Conchiglie integre o, seppur scheggiate, con una loro intrinseca bellezza. Le radici, non tutte, vengono scartate: quelle delle canne sembrano subito belle, ma sono sempre uguali.

Padre si china, raccoglie un sasso piatto, liscissimo, e dalle dimensioni giuste per essere agguantato perfettamente tra il pollice e l’indice. Padre fa vedere il sasso a Figlio. Poi con estrema concentrazione si china cercando di mettere in parallelo l’asse del suo corpo e della sua mano con la linea dell’orizzonte. Padre si piega, tira il braccio indietro e poi scaglia la pietra con forza e leggerezza. Figlio conta: uno, due, tre, quattro. Bello dice Figlio.

Poi continuano a camminare. Adesso è Figlio che fa vedere un sasso liscio a Padre: bello, un ottimo sasso da lancio.

Senza preparazione, senza tentativi di mettere in asse corpo e orizzonte, Figlio lancia il sasso nell’olio blu. Padre conta: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette.

Poi minuscoli rimbalzi. Padre dice cavolo che tiro!

Figlio lo guarda, sorride e raccoglie una una conchiglia piccola, bianca e con una punta affilata.

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