R.I.P.

eravamo a un funerale
dove tutto era normale
commozioni e lacrimoni
dei presenti testimoni

proprio tutto era normale
solo il morto era speciale
se stava zitto zitto
buono, immobile e diritto

a guardarci ricordare
i ricordi ormai da arare
noi scavandogli nel fondo
lui stuprato senza condom

ma lui se ne stava buono
non aveva appuntamenti
solo un maledetto suono
gli induriva i lineamenti

poi si accorse all’improvviso
di dimenticare i verbi
prima tutti i congiuntivi
poi i futuri e gli imperfetti
restò solo col presente
e con gli altri due passati
sono, sono stato, fui

ma ormai tutti erano andati
anche il suono era scomparso:
quel sottile lui lui lui
che diceva ogni presente
e che in fretta si fa io
ritornando ai suoi passati
ai futuri e agli imperfetti
ai condizionali infetti
io potrei, avrei potuto
e se solo fossi stato

ora tutto era cessato
ed il perso era perduto
ritornando ai loro affetti
e indelebili difetti
i presenti ormai passati
se ne tornano al presente
mentre il morto un po’ speciale
perse ha tutte le parole
e s’avvede che non vede
che non sente più nessuno
e s’avvia con la sua cassa
al destino di carcassa.

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