La fine di tutte le cose. a d.g.g.

e tenevi uniti il pollice e l’indice
e li tremavi nell’aria scrivendo
una storia che solo tu vedevi

e poi il braccio ti cadeva sul letto
e ti cercavi il viso con la mano
mentre tremavano anche le gambe

poi ritornavi a scrivere nell’aria
forse non erano solo parole
forse erano disegni quei tremori

poi la mano ricadeva sul letto
con gli occhi chiusi col respiro corto
e avevi il tremore del neonato

la barba lunga e il volto deformato
scrivendo la tua via senza ritorno
ché niente torna al punto di partenza

quando diventi il numero statistico
di quella silenziosa minoranza
che si compone morto dopo morto.

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